(#PARTE 2°#)
desiderionero | 18 Agosto, 2008 18:20(...) http://it.youtube.com/watch?v=9FPm1aDLmWA&feature=user
Ho pensato "lasciatemi solo. ORA." Ho desiderato il silenzio dell'inanimato.C'era puzza di chiuso.
O me o loro. O loro o me. Una vita su questa giostra. Dirsi parole non ha valore, l'unica cosa cui tengono davvero è la loro vita.
Seguendo il ritmo della musica nelle cuffie. Mi sono allontanato dalla metro. Un pensiero in testa pulsante. La strada di casa di quello psicopatico di Amedeo.
Ho conosciuto Amedeo ad una conferenza sul terrorismo sanitario, si parlava di come difendersi da eventuali attacchi mondiali effettuati attraverso la dispersione nell'aria e nelle condutture di virus.
Lo vedi quanto sono stupidi? mi domandai, in quell'occasione, non c'è bisogno nemmeno di sforzarsi a trovare loro una fine originale: talmente vili da urlare al cielo tutte le morti possibili che potrebbero colpirli, talmente scemi da spiegare per filo e per segno a me e ai miei attraverso quali punti deboli passare.
"Abbiamo pianificato questo (...) abbiamo 5 anni per finire questa barriera difensiva (...) questo filtro potrebbe essere pronto tra 12 mesi appena (...)"
Stupidi.
Insomma ho conosciuto Amedeo a quella conferenza, aveva negli occhi lo stesso buio che avevo io, ma certo non era vestito in modo comparabile al mio.
Avevo passato gli ultimi 6 mesi a studiare quel cadavere di piccione. Gli altri hanno sotto gli occhi ogni giorno tutte le malattie possibili al mondo, puzzle di virus combinabili in modo stupendo eppure nel loro terrore rivolto ad ogni cosa non se ne accorgono neanche. Io sono un artista, questo è quello che ho fatto: la mia opera d'arte è stata una, unica e definitiva. Li ho liberati dalle loro pallide, lofie esistenze in nome di nessun Dio, in nome della musica e della bellezza.
Irradierò i loro polmoni a ritmo di Moonlight Sonata: sarà stupendo e pulito, mi dicevo senza sorridere, mentre percorrevo la via. alla mia sinistra macchine in coda si riempivano di insulti. Detesto il suono degli insulti.
Avevo isolato, finalmente, un virus particolare, dovevo chiedere ad Amedeo che ne pensava, avevo idea potesse essere letale, ma conteneva forse una sorpresa che non volevo lasciarmi sfuggire. Se funzionerà sarà l'opera d'arte più bella di ogni tempo, mi dicevo, mentre gli altri tiravano fuori quelle loro vuote teste da finestrini costosi solo per insultarsi l'un l'altro.
http://it.youtube.com/watch?v=vQVeaIHWWck
(...)
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Fino all'ultimo respiro [#PARTE 1°#]
desiderionero | 18 Agosto, 2008 00:38
Andavo ogni giorno alla cattedrale di M, in quel periodo. Scendevo prima con il treno, poi usavo la metro, ci arrivavo da sotto.
Adoro i sottopassaggi, le metropolitane, i cunicoli. Li trovo drammaticamente olezzanti morte e schifezze, puzzo di polmoni che scoppiano, di peli che sudano, di capelli sporchi che cadono su soprabiti tanto al mucchio.
A bordo della metro trovavo sempre uno o due di quelli, degli altri.
Non sei tu che scegli da che parte, mi ripetevo, non è tua la scelta della sponda su cui sarai costretto a naufragare, nè adesso, nè mai.
Siete maledetti topi, mi dicevo, maledetti topi. Brutti. Puzzate di sesso andato a male, vi schifate e vi arrabbiate l'uno con l'altro e, invece di picchiarvi come sarebbe naturale ed auspicabile, voi vi accoppiate. Vi mettete in fila per due fino all'altare, una stupida cassapanca marmorea a forma di porta sbattuta in faccia, e poi quando state per impazzire divorziate, è così che fate.
Bisogna fare buon viso a cattivo gioco. Più in generale...ci vorrebbe sempre un buon viso. Gli altri lo fisserebbero, con quegli stupidi occhi pronti alla commozione a pagamento, la commozione commerciale, il livido cerebrale e la bavetta pensionabile. Lacrime come susine, grandi come bulbi oculari.
è il loro maledetto tumore, il timore dei visi non uguali. Che si sia più brutti di loro o che si sia più belli non cambia nulla, provano un brivido alle piante dei piedi, un brivido radicale e bugiardo, come tutto ciò che appartiene loro.
L'odio è tutto ciò che rimane quando le forze scappano dalle mani per via dell'incapacità ad afferrare, incapaci ad accettare la diversità, mani negate alla com-prensione. L'odio è la più forte energia rinnovabile di questo fottuto pianeta.
Mentre, a questi pensieri pensante, stavo seduto al mio posto mimetizzandomi come sempre fra quegli altri, lo schifo mi colse, duro come un getto d'estintore nei denti. Bum.
E in quel momento decisi che avrei pulito il mondo dagli altri. Da tutti. Gli altri.
(...)
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pugni chiusi
desiderionero | 12 Luglio, 2008 19:34
non ho più speranze
in mee c'è la notte più nera
occhi spenti
nel buio del mondo
per chi è di pietra come mee
pugni chiusi
perduto per sempre
non ha più ragione la viita
la mia salvezza sei tu
sei l'acqua limpida per me
il sole tiepido sei tu
aamore
torna
torna qui da me
pugni chiusi
non ho più speranze
in me c'è la notte più nera
viene l'alba
e un raggio di sole
disegna il tuo viso per mee
...mani giunte
tu sei qui con me-eh
e abbraccio la vita
con te
Canzone bellissima, l'originale, ma questa versione dei Timoria non è affatto male.
Nel media player ora come ora si accodano, bofonchiando fra loro in attesa di fare il loro dovere, ben tre versioni della stessa canzone in mp3:
-Timoria
-I Ribelli
-Piero Pelù
E questa è un'altra delle mie canzoni.
Puramente soddisfatto di non essere dedicato a nessuno, il testo piroetta nell'aria, allungandosi per entrare da un orecchio direttamente nel cervello, scostando delicatamente un ciuffo di capelli neri.
Mani giunte, occhi chiusi: la musica spesso è una preghiera fatta di umori e suoni...in questo caso è una dimora splendida che si articola in più stanze arredate con gli stessi mobili in posizioni, colori e tessuti diversi.
[sensazione di non potersi liberare, mai. è devastante. forti tinte forti forti tinte forti nei pensieri. zero vie di fuga: se hai suonato il violino nero non c'è speranza. menzogna. speranza ne ho sempre, persevero a sperare di dimenticare.]
La versione de I Ribelli è la stanza dai colori bianchi e neri, il letto è perfettamente parallelo alla parete con la finestra. Sembrano posizioni già viste.
Ah... vedi a vedere film capolavoro e leggere romanzi stupendi? Nel pieno della mia fantasia si è affacciato, cammuffato da immaginazione, lo stesso arredamento della stanza di Alex. Però in bianco e nero rigoroso. Il brano lo richiede...altro che latte più.
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giro gli occhi dentro il cranio
desiderionero | 08 Giugno, 2008 07:07
alcune perle da annotare:
*...il "degno coronamento" è sempre un qualcosa che sta fuori, coronando. Vuoi il "degno coronamento" della serata, delle chiacchiere, del nostro rapporto? Allora devi starne fuori...almeno da me.
*...lei ubriaca è uno spettacolo che rende sempre. Forse smetterà prima o poi, o forse continuirà ad iniziare.
*Non solo le donne guidano come gli uomini, ma lo fanno con i tacchi.
*...ho la vena artistica del cervello che vuole scoppiare...
*...tutte le parole che non ti ho detto riassumono appieno quelle che ho detto.
*A: dovresti essere meno aggressiva, ragazza, rilassati.
B: che diavolo vuoi te, mi stai ancora parlando?
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E tutti quei ragazzi come te non hanno niente come te
desiderionero | 05 Giugno, 2008 10:36
Le mani sanno di te ed è da riempirsi di sorrisi.
-Porca Gioia.
-Che hai fatto? Perchè...?
-Maledetta gente che si mangia le unghie...non ho più dita...ed era da troppo ormai che non le mangiavo più... ascolta
Bruci la città
e crolli il grattacielo
rimani tu da solo
nudo sul mio letto.
Bruci la città
o viva nel terrore
nel giro di due ore
svanisca tutto quanto
svanisca tutto il resto.
E tutti quei ragazzi come te
non hanno niente come te
io non posso che ammirare
non posso non gridare
che ti stringo sul mio cuore
per proteggerti dal male
che vorrei poter cullare
il tuo dolore il tuo dolore.
Muoia sotto un tram
più o meno tutto il mondo
esplodano le stelle
esploda tutto questo.
Muoia quello che
è altro da noi due
almeno per un poco
almeno per errore.
E tutti quei ragazzi come te
non hanno niente come te
io vorrei darmi da fare
forse essere migliore
farti scudo col mio cuore
da catastrofi e paure
-...bella. che dicevi?
-eh già...bella. nulla.
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"tutto questo baccano non disturba il vostro riposo?"
desiderionero | 20 Maggio, 2008 18:46
-Tu hai paura. Di cosa hai paura?
-Di tutto.
-Io ho deciso di non accettare quella sorta di disegno per cui dovrei ancora soffrire da dio per troppo, troppo tempo. Ho deciso di smettere di torturarmi, ho deciso che è passato abbastanza tempo e ora posso ricominciare ad essere un po' più di un numero di telefono, ho deciso che sono stufa marcia di avere la marcia in folle. Ho deciso, e qui ascoltami bene, di essere tutt'occhi e tutt'orecchi, di non lasciarmi sfuggire niente. Ho deciso di vivere, dove per vivere non intendo spaccarmi ogni sera o farmi due tipi al giorno, no. Per vivere intendo respirare, osservare, ascoltare, conoscere, scegliere e non guardare, sentire, salutare la vita che ti scorre ai lati. - si disse,mentalmente, ma a lui non disse niente.
-Non so...
...Mordere quel collo perfetto che c'hai, piano piano, fino a farlo diventare un segno unico del mio passaggio su di te. Non sono possessiva, ho solo paura, certe notti, di non esistere veramente e, se ora anche tu hai la stessa maledetta paura che io non esista, hai bisogno di segni come ne ho bisogno io, hai bisogno di sentirmi viva e un po' è colpa anche di questa maledetta luce. Puoi spegnermi i lampioni, piccolo?
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e leggero il mio pensiero vola e va... ho quasi paura che si perda
desiderionero | 17 Maggio, 2008 22:02
-Perchè proprio qui?
-Hai un gran bel sorriso
uno schianto di sorriso
e ridi in un modo simpatico
sì, hai una risata simpatica, fine.
Lui ride.
-Che c'entra? Perchè siamo venuti proprio qui? Secondo me tu non ci sei troppo troppo di testa- Ride ancora, sembra sinceramente divertito, come se conoscesse già la risposta. Un deja-vu?
-è per confrontare il suono della tua voce soffusa e quella del mare.- Lei sa essere maledettamente seria e ha una voce strana, controvento.
Lui si fa serio, abbracciando le ginocchia, sembra imbarazzato come se non avesse capito affatto la risposta, tira un vento non propriamente caldo, sugli scogli, e sa di sale.
-La mia... voce soffusa? Che vuol dire?
-Voglio che ora abbassi la voce e ti avvicini, avvicinati, vieni qui.
Voglio sentire da vicino come suona la tua voce se parli piano.
-Ok. Poi che vuoi che faccia?- Ride, nuovamente imbarazzato.
-Ci due cose che non si chiedono: la seconda sono i baci.
Pelle d'oca. Ma dev'essere senza alcun dubbio colpa di questo maledetto venticello freddo.
La telecamera si allontana, soffermandosi all'orizzonte sulle lucine appuntate come chiodini sulla bacheca della costa, a reggere in piedi foglietti di memorie e riflessioni casuali.
...Bisognerebbe imparare a ballare, prima di venire al mondo, me ne sto convincendo ogni notte di più.
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"Davvero? c'è un manuale dei maniaci? Lo devo leggere per forza!"
desiderionero | 16 Maggio, 2008 00:49
La frase incriminata, la frase principalmente incriminata diciamo, è questa:
"Troppi uomini pensano che io sia un'idea o che possa completarli o che possa riuscire a ridargli la vita, ma io sono solo una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale...Non farmi carico della tua."
Cristo. Solo per questa frase entra in top fra i miei preferiti.
"Vedi, Clem? Sono certo che ti sei scopata qualcuno. Non è così che fai per piacere alle persone?"
Ho visto un film. Me lo avevi consigliato più di un anno fa, avevi insistito, ma io non avevo voluto vederlo. Il titolo, vedi?, il titolo mi suggeriva qualcosa di stupido, anche se ho sempre saputo benissimo che i tuoi gusti e la tua conoscenza in campo cinematografico sono esponenzialmente maggiori dei miei gusti e delle mie conoscenze. "Se mi lasci ti cancello" (che non parla della storia d'amore di un sorvegliante notturno, si badi a non lasciarsi ingannare).
Però, vedi?, sono convinta di aver fatto bene a guardarlo oggi e penso che se tu lo rivedessi stasera il quadro sarebbe perfetto.
Questo post è solo un post it che mi attacco sulla pancia, all'altezza del cuore. Come dici? Il cuore non è nella pancia? No, se non fai le cretinate che faccio io. Tipo guardare questo film, tanto per dirne una...
...o mangiare mezza vaschetta di gelato gusto vaniglia e caffè durante la visione, per dirne un'altra.
Mio dio. Sento che morirò presto.
A Giulia lascio... tutto.
Facile compilare un testamento, cazzo. Dovrei rifarlo ogni giorno.
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"comunque che abbia fatto un classico, la ragazza, si vede." (pensieri notturni part three)
desiderionero | 15 Maggio, 2008 19:43
...e vogliamo parlare di una luna che splende per riconoscenza?
Perchè la luce che le fa accendere di bianco la notte bluastra, ormai è risaputo, e non è certo una bestemmia scriverne, è di un signor Dio Sole che risplende di luce propria anche quando a noi non è dato vederlo.
e allora dove sta la bellezza, dove l'inganno?
La linea che le separa è quella dell'alba, divide verità e finzione da molto, molto prima che il primo uomo potesse, osservando la bellissima luna, accettare il barlume di un iniziale, inestimabile e zotico, Dubbio.
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notte. botte. un buio da orbi. (pensieri notturni part two)
desiderionero | 15 Maggio, 2008 18:04
Gatti in lontananza ululano come cani
e i cani ai gatti, di rimando, intimano ringhiando di stare nei loro stretti panni felini
e di portare rispetto ai loro denti.
è così che, in una notte di metà maggio, i gatti si preparano a fare l'amore: il più millantatore (o il più forte) vincerà la sua preda (lei è seduta lì, li guarda scannarsi e aspetta) o forse solo un secondo round con il prossimo pretendente (avanti, abbiamo tutta la notte, c'è posto per tutti: è l'arte della guerra).
Sarà una lunga notte di botte e d'amore, "solo" questo.
è così che, tornata tardi, sola, presa dalle mie faccende, certe notti vorrei vivere anch'io una vita da gatto, così anarchico eppure così rispettoso dei rituali, così simile a me da fare buio sotto i lampioni.
Una notte d'amore e di botte, ma non in quest'ordine. Una Enne maiuscola piena di urla e sospiri, una di quelle manciate d'ore da vivere per morire magari un po' prima,
magari un po' pieno. sazio di vita.
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in proposito di Juno (un film visto qualche giorno fa)
desiderionero | 15 Maggio, 2008 17:42
-La gravidanza mi fa pisciare come un cavallo
Ed andò in bagno, al piano superiore.
La casa: come non ne aveva mai viste, enorme e curata, pulita e arredata in pieno stile ricconesaccente.
Notò, come sua abitudine, il particolare dello spazzolino blu accanto a quello rosa confetto. Doveva essere del marito, quel gran pezzo di ragazzo.
-Un uomo come te... è mai possibile?- si disse -possibile che un uomo come te abbia uno spazzolino usato come uno spazzolone per il cesso di un bagno pubblico?
Uscendo dal bagno, sorridente nel suo piccolo acidume da povera, lo incontrò.
-Ti ha mandato Vanessa a controllare che non rubassi niente?- sorrise.
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Everything happens to me
desiderionero | 12 Maggio, 2008 09:05Luci di città a rincorrersi dal finestrino pieno di ditate.
"Che ti succede? Non parli più?"
Notte e note e botte da orbi nel collo scosso da una tosse secca, cattiva, devo aver preso freddo, questa notte.
"Guardo la strada, ascolto Chet e penso, non sono abbastanza cose insieme?"
Sguardo perplesso. Perchè mi parli così, ora? Hai avuto quel che volevi, anche stavolta?
Il mare in lontananza, le onde, il buio, le luci della costa.
"Tu mi nascondi qualcosa. Pensi a lui, ancora?"
Silenzio. Il disco che riprende da capo. Mi sistemo i capelli arruffati e scopro morsi sul collo che non ricordavo. Lei guida e non mi guarda, si vede lontano un miglio che non sta pensando a me, so già come suonerà dura la risposta.
"Non ne ho mai fatto mistero e ora taci per favore, goditi la perfezione di questa musica."
Sigarette e l'alba vista dal finestrino appannato
Nardis a insistere mille volte sugli stessi argomenti, maglietta stroppicciata e bikini un po' troppo piccolo, la mia piccola autista cattiva.
Dove diavolo pensi di arrivare, a cosa?
E smettila di scusarti dicendo di essere sua, lui non è qui! Se tu fossi mia io sarei con te ogni minuto, morirei di gelosia, non vorrei nient'altro che la tua pelle attaccata alla mia. Di che razza di uomo sei, quando potresti essere mia? Ma perchè non sei mia?
Ah, già, non dipende da me, non dipende da nessuno, me lo hai detto, quella volta al bar. Ti sei chinata e mi hai sussurrato all'orecchio che il Jazz te lo ricorda in modo talmente forte da non farti nemmeno piangere.
Ti sei chinata e mi hai sussurrato all'orecchio parole dolci per un altro uomo.
Io ti ho retto il gioco solo perchè secondo me te lo sei inventato, quel bastardo, altrimenti sarebbe qui al mio posto.
"Scendi"
"Perchè dovrei?"
"Ho detto scendi, idiota."
"Oh non te la prenderai perchè ho dato del bastardo a una tua invenzione, Miss"
è ripartita e mi ha lasciato qua, in piena galleria. Bisogna essere pazzi. Meno male che tra un paio di chilometri sono in centro, e che ho gambe allenate.
Come cazzo mi è venuto in mente di fare lo scemo con una matta, mi domando.
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A new kingdom for my heart
desiderionero | 04 Maggio, 2008 18:00
Re Desiderio, ultimo re longobardo, aveva due figlie, Gerberga ed Ermengarda che diede in spose rispettivamente a Carlomanno e Carlo, figli di Pipino il breve.
Furono quindici anni di pace e di serena convivenza fra il popolo franco e quello longobardo,morirono Pipino e Carlomanno, la corona franca fu di Carlo, che divenne unico sovrano, il Magno.
Come tutti gli uomini di potere Carlo Magno ebbe la brillante idea di pensare unicamente al suo ruolo storico: ripudiò la moglie Ermengarda e scacciò la vedova del fratello e i suoi figli, che si rifugiarono dal padre Desiderio, il quale di contro attaccò i territori appena consegnati alla chiesa. Il pontefice, Adriano I, chiese l'intervento di Carlo, il quale, dopo dieci mesi di assedio a Pavia, fece prigioniero Desiderio, diventando così Re dei Franchi e dei Longobardi.
...
Studiare storia medievale con Corvus Corax e Sonata Artica in sottofondo è un qualcosa di... mmm spettacolare.
{bisogna sempre per forza parlare d'amore? occorre sempre per forza far nascere il sole?}
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I'm a Believer
desiderionero | 29 Aprile, 2008 19:42Bianco panna, di quei colori che, abbinati al nero dei suoi capelli, facevano di uno chic davvero chiaro, lampante e diretto come l'odore di corpi entrando in camera, l'odore nel buio.
-Che donna, sei.- riprese la sua voce dal buio, la raccolse in uno sbadiglio stropicciandolo nella mano destra, mentre con la sinistra le accarezzava il capo. Sembrava così piccola, così tenera.
-Che donna sono, Paulo?- teneva gli occhi ben chiusi,seguiva l'approssimarsi di fumo e note con l'anima, senza doverle vedere ballare. Fumava tabacco con nome di donna, lo aveva scelto su tutti gli altri solo per quel motivo. Aveva scelto Paulo solo per il suo nome, sceglieva spesso cose e persone annusando il loro nome e giocando a calcorarne un gran numero di rime.
-Sei una donna triste, Juliana, una piccola donna triste che fa l'amore con la rabbia del "tanto ormai", come ogni volta fosse quella dopo l'ultima, come se ogni volta ti fossi detta "ho chiuso" la volta prima. Sembri uno splendido uccello esotico che, liberato dalla sua gabbia, non sappia dove accidenti posarsi e continui a voltare sperando di ritrovarcisi nuovamente dentro. Ti stai annodando l'anima e il cuore, quando potresti volare lontanissimo, in posti splendidi pieni di palme e sole. Potresti amarmi.
My Funny Valentine
Sweet Comic Valentine
You Make Me Smile With My Heart
You're Looks Are Laughable,
Unphotographable
Yet You're My Favorite Work Of Art
Lei sceglieva sempre Baker, come se, del Jazz, conoscesse unicamente quell'autore. O come se Chet fosse stato testimone di momenti troppo preziosi per perdersi anche solo un secondo dietro ad altri autori.
-Non dire stupidaggini, Paulo, non ho più un cuore da molto, lo sai bene.- rise e si aggiustò la sottoveste.
But don't Change Your Hair For Me
Not If You Care For Me
Stay Little Valentine Stay
Each Day Is Valentine's Day
-Eh puoi mandare avanti alla prossima, Pa?
-Uhm... non lo dimentichi mai, nemmeno un secondo? Non prendi mai una vacanza da lui? è quasi come se, quando cerco di baciarti e tu volti il viso, volessi convincermi che non ti avrò mai. Eppure siamo qui, in questo letto, tu sai, io so. Quindi ora sei mia, almeno per questo pugno di ore. Io ti tratterò bene, come una vera Signora, non dovrai rimpiangere la sua presenza nella tua vita, d'accordo?
-Paulo- lei improvvisamente aprì gli occhi, che nell'oscurità brillarono per motivi che ora come ora non ricordo, ma non lo guardò. Parlò osservando attentamente lo stereo e le ombre che, filtrate dalle persiane, danzavano sul pavimento perfettamente pulito della camera. -Paulo, mio caro Paulo. Non c'è niente che mi tenga in vita come la sua presenza in me, forse sono davvero una donna d'altri tempi, ma dovrai uccidermi o accettarlo - rise ancora, forse non di gusto, ma sinceramente, mentre allo stereo altre parole dal tono allegro narravano cose simili.
I thought love was only true in fairy tales
Meant for someone else but not for me.
Love was out to get me
That's the way it seemed.
Disappointment haunted all my dreams.
Not a trace of doubt in my mind.
I'm in love, I'm a believer!
I couldn't leave her if I tried.
Lui accese un'altra sigaretta, mentre si rivestiva e socchiudeva i vetri della finestra, badando a non spostare le persiane accostate. Fuori un sole quasi estivo e il suono delle biciclette dei bambini a correre nella via.
-Arrivo primo, arrivo primo io!
-Non vale! Hai una bici molto migliore della mia!
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l'ultima sigaretta del giorno passato
desiderionero | 27 Aprile, 2008 09:35
Finita, la sigaretta rotola e rimbalza da un gradino all'altro, docile alla forza di gravità, incapace di reazioni di sorta. Un tizzone ardente passato dalle mani calde di un'inutile gravità d'opinione alla feroce consapevolezza della gradinata sotto i suoi piedi.
Rotola, cade, si gira e nel vuoto osserva la mia notte.
Un primo accenno di calore dietro la collina e sto già pensando a scrivere una lettera senza mittente ai miei genitori, forse proprio qui, su questo gradino di pietra, a un passo dal giardino dove ho scritto la mia prima poesia, urlata a un foglietto l'autunno di, pare, mille anni fa.
Ho nella testa una canzone di Cristina Donà che, a mente, recita all'incirca queste parole:
e tornati al colore di prima
guardo fuori ed è l'alba
come fuggono le ore da qui
e ci dobbiamo salutare
c'è un'altra giornata d'amore da preparare
Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle
se tornerai domani saprò darti quelle perse
e lascerò che tutto sia sospeso
fino a quando non ci rivedremo
Mio amore
Il tuo cuore è un mare calmo
e non basta una sola notte
per attraversarlo
sono pronta per riaverti ancorato al mio respiro
mentre il sole svanisce
e l'ombra disegna il tuo profilo
E penso a mia madre, a mio padre, dedicandola a loro con gl'occhi che fumano di immagini, rimproveri e abbracci, nella notte. Quante volte li ho ringraziati, con quanti temi e richiami, con quante dediche e citazioni? Quante volte sono stati loro, a procurare a questi troppi pensieri attestati di stima ed amore?
La mia salvezza è il mio continuo dubbio fra l'andare e il restare.
Ho finito questa sigaretta da dieci minuti buoni, intuisco le chiavi a tatto cieco nella tasca, le afferro e le adopero al loro scopo, continuando a giocare con le parole di quella canzone e ad incastrarle fra loro a mio piacimento, nel buio.
Il tuo cuore è un mare calmo
e non basta una sola notte
come fuggono le ore da qui
e l'ombra disegna il tuo profilo
e lascerò che tutto sia sospeso...
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